La realtà dei social network è che tutti leggeranno quello che scrivi. E fin qua c’eravamo tutti. Ma se tu non riveli la tua identità e pubblichi pensieri moltiplicati, a gente che non ha idea chi tu sia, tutto cambia.
Perciò ti amo, ok?
La realtà dei social network è che tutti leggeranno quello che scrivi. E fin qua c’eravamo tutti. Ma se tu non riveli la tua identità e pubblichi pensieri moltiplicati, a gente che non ha idea chi tu sia, tutto cambia.
Perciò ti amo, ok?
—Un’amica, una compagna di scuola, una bella persona.
Non c’è niente di male nel piangere. Nemmeno nel non-piangere. Ognuno ha il proprio modo di reagire, e non c’è un modo giusto e un modo sbagliato. Io non critico chi non piange mai, solo perché io faccio tutto il contrario. E vorrei che questo fosse fatto con me. Non essere giudicata perché spesso ad una situazione ho reagito piangendo.
L’unica cosa che non sopporto, è piangere alla mattina. Ecco, è una cosa che odio. Va bene piangere, ma no di mattina. Di mattina, ci si alza, ci si mette in piedi, si dovrebbe avere la mente pulita, perché si ha tutto il giorno per sporcarla delle merdate del mondo. Non bisognerebbe mai piangere, di mattina.
La mia migliore amica per una volta che ha preso la macchina è stata tutta la serata a lamentarsi di averla presa. Quello che dovrebbe chiamarsi moroso, pochi giorni fa mi ha detto che pensa di non aver voglia di vedermi spesso, e che in un momento mio di tristezza o stress, lui non si sente in grado di starmi accanto e ciò non gli verrebbe nemmeno spontaneo. L’unica cosa positiva è la scuola. Il che è tutto un dire, io che la scuola era uno dei problemi più grande. Sono stata finalmente ammessa all’esame di maturità. Un abbraccio stretto da parte di mia madre mi piacerebbe tanto, ma neanche questo a differenza da come pensavo, serve per renderla orgogliosa anche solo un pochino di me. Io sono una scansafatiche. Mica come mia sorella. E lo sarò per sempre. Qualsiasi cosa faccia per dimostrare il contrario!
Mi piacciono le cose semplici e le persone umili. Mi piace chi decide di prendere un braccialetto che hanno anche in altri tre miliardi di persone, solo perché gli piace e non sta a pensare di dover sempre essere unico in tutto e per tutto. Mi piace chi sa ammettere di aver sbagliato e mi piace chi ha il coraggio di dire: “questa cosa non la so, spiegamela”. Chi chiede scusa. Chi mette da parte l’orgoglio, che se non lo facesse, sa che perderebbe l’altra persona. A me piacciono quelle persone che ti baciano d’improvviso, di quelli che un bacio non stanno a chiedertelo, di quelli che non ti guardano negli occhi, perché ogni tanto un bel bacio sarebbe bello solo se fatto di sorpresa. Mi piace chi ti prende delicatamente per un braccio, e ti dice che adesso basta, per un’ora non devi più parlare con nessuno, se non con lui. Perché mi piace chi ti fa capire che sei soltanto sua. Mi piacciono le persone che hanno qualcosa da raccontare e desiderano farlo con te. Di quelle che non hai bisogno di fargli mille domande, perché renderti partecipe della loro vita è più importante di aspettare la domanda giusta al momento giusto. Mi piacciono i baci sulla fronte, il pesce, il giapponese, le sere abbracciati. Mi piacciono le canzoni nuove mentre guidi. Mi piacciono i sorrisi che tu stesso provochi nella gente, mi piace la sincerità, la non ovvietà, il ribadire a volte anche le cose ovvie però. Mi piacciono le labbra carnose, le mani grandi degli uomini, le spalle larghe sulla quale stringerci. Mi piacciono le sigarette, la coca-cola alle sette di sera. I tramonti, l’erba tagliata, i capelli appena lavati, il letto caldo quando hai sonno, i telefilm in tv, il cinema, i pop-corn. I tatuaggi, le urla di divertimento, la pace dopo una litigata… e via…
Non mi sembro una persona che pretenda tanto dal mondo, più che altro dalle persone. Sono una che si lamenta spesso, è vero. Ma basta dirmi un “Mi”, in un modo dolce, che già mi passa tutto. Se reputo una persona nei migliori posti della mia vita è perché fa cose che reputo grandi. Grandi poi, grandi per me. Per me è grande anche chi con attenzione ascolta le date dei miei esami per potermi fare l’in bocca al lupo la sera prima, prima di andare a dormire. È grande chi mi da una pacca sulla spalla e mi dice che, secondo lei, sta volta, è quella buona. Ed io non so davvero se sbaglio e cosa sbaglio. So solo che se mai mi sbagliassi, vorrei che qualcuno me lo dicesse. Perché anche questa è una cosa grande.
—Francesco De Gregori
Non importa il fatto che alla fine di una generale storia con un’ipotetica persona, avrei voluto durasse per sempre, o comunque di più. Ciò che davvero m’importa è il fatto di essere risultata una persona speciale e almeno un pochino diversa da tutte le altre, in quel percorso che sia durato due mesi o un anno. L’importante è che io rimanga fra i pensieri, quando un qualcosa di piccolo si presenta a ricordarmi.
Quando riceverai una grossa delusione in amore, l’uomo che arriverà dopo tutto questo, non ritroverà mai la persona che eri prima. Un po’ perché le ferite non ci fanno mai più tornare come prima, un po’ perché bisognerebbe un po’ imparare a proteggersi, ed un altro po’ perché personalmente chi mi ha ferita mi ha anche cambiata un sacco.