È una frase già detta e stradetta quella che avvisa che se stai passando un brutto periodo, è inutile che tu ti pianga addosso, perchè le cose ormai sono andate in un certo modo e se tu piagnucoli non è che cambiano in meglio! Per cui, io stanotte mi rispondo così: Carissima me, la situazione ormai è questa. Puoi chiamarla degenerazione che si abissa nello sconforto più totale, puoi chiamarlo periodo nero, buio o puoi chiamarlo prova di coraggio, se ti va. Ma il fatto è che ricordarsi ogni giorno quanto le cose ti vadano di merda, non farà si che la tua merda si trasformi in oro. Io ve l’ho detto, tendo generalmente ad interpretare il ruolo della vittima e il perchè non lo so bene. Forse perchè penso che a forza di fare così poi qualcuno dall’alto del cielo si accorgerà di me, provando un po’ di pena. Non funziona così. Funziona che la si smette di pensare, e si ricomincia un po’ a vivere. Non che bisogna per forza fare grandi cose, però semplicemente si potrebbe iniziare dal fatto di guardare dritto alla propria strada senza sbirciare ciò che fanno gli altri. È la mia vita questa, e magari non è piena di grandi eventi come quella degli altri, magari non ho tutto ciò che hanno gli altri. Ma questo non vuol dire niente. Niente, e me lo devo promettere, perchè se no ricomincia l’ansia. Io non ho nulla di sbagliato, nulla. Capita che la gente dia il massimo, ma che alla fine di ciò non ci siano premi, poi capita che fai il furbo per tutta la vita ed hai tutto. Ma questo non significa niente.
Stare con le mie amiche mi fa male. Se sto passando un periodo no, sono io che devo badare a loro, quando vorrei semplicemente abbandonarmi a qualcuno e dirgli ‘Pensaci tu, adesso, a me’. Ma ho deciso di volergli comunque un sacco di bene. Perchè io sono così. Porto sul piedistallo persone che non lo meritano, e poi so volerci un gran bene. E il gran è un aggettivo che neanche la descrive bene la quantità di affetto. Io non lascio le persone sole. Io metto prima gli altri e forse poi me. Non esistono classifiche in cui il mio bel fidanzatino è in polposition. Prima ci sei tu -Amica sul piedistallo- male o bene che tu stia e poi viene tutto il resto. Io rinuncio se c’è qualcosa a cui rinunciare. Io cerco di focalizzare bene la mancanza e il vuoto di X e poi cerco di riempirlo a modo mio. Io incoraggio, io ricordo, io faccio parlare e ascolto, mi informo, sto lì. Sto lì sempre e farei questo e di più. E la delusione sta sempre nel fatto che poi ti accorgi che nessuno farebbe come fai tu e mi domando solo ‘Ma io che ci sto a fare qui?’.
A me stare con le mie amiche mi fa male. E vorrei non dirlo neanche mai.
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postato da arcimbacca